(di Beatrice Bernini Lazzaroni)

Friulana di nascita e bresciana d’adozione, campionessa italiana tre volte e azzurra in tre Europei. Con Delta de l’Isle ha riportato l’Italia del salto ostacoli alle Olimpiadi dopo ventiquattro anni. Ritratto di un’amazzone che ha fatto del cavallo il centro della propria vita.

Per Giulia Martinengo Marquet l’equitazione non è mai stata solamente un’opzione. E’ sempre stata la sola possibilità che si è data. Monta praticamente da sempre e quella passione è diventata prima un mestiere e poi un modo di stare al mondo. È cresciuta a Palmanova, in una casa con la scuderia, immersa nella passione della madre e in compagnia del fratello Riccardo… destinata, diremmo noi. Oggi ha 47 anni ed è una delle figure di riferimento del salto ostacoli italiano. Dal 2004 fa parte del Gruppo Sportivo dell’Aeronautica Militare ed è partner di Scuderia 1918. Il suo nome è legato a tanti momenti, ma sicuramente a un’immagine precisa. quella dell’agosto 2026 ad Aquisgrana, quando l’Italia del salto ostacoli è tornata a conquistarsi un posto ai Giochi Olimpici.

Insieme al marito Stefano Cesaretto ha fondato la SGH Stables, oggi una realtà di primo piano nella selezione e valorizzazione dei cavalli sportivi, come Calle Deluxe, Fixdesign Pop Lady d’Elle, Delta de l’Isle e Captain Morgan Weering Z. Il lavoro sui giovani continua anche ora che è al vertice. Nella primavera del 2026, mentre preparava Delta per Piazza di Siena, raccoglieva soddisfazioni anche da Call Me d’I, cavalla nata nel 2018 da Cicero Z van Paemel x Ahorn, terza e quarta senza penalità nelle prove per cavalli giovani ad Aquisgrana. 

Il palmarès la vede tre volte vincitrice del titolo di campionessa italiana assoluta senior di salto ostacoli: nel 2015 in sella a Istafan Sissi, nel 2018 con Verdine e nel 2024. È l’unica amazzone italiana ad aver conquistato tre titoli tricolori. Giulia rappresenta poi l’Italia da quasi vent’anni, nelle Coppe delle Nazioni e nei campionati internazionali. Ha fatto parte della squadra azzurra agli Europei di Mannheim nel 2007, di Madrid nel 2011 e di Rotterdam nel 2019. A Roma ha vissuto alcune delle sue giornate migliori. Nel 2018 è stata tra le protagoniste del successo italiano nella Coppa delle Nazioni di Piazza di Siena. Nel Gran Premio di Roma ha ottenuto un quarto posto nel 2008 e un quinto nel 2019.

Poi è arrivato Delta de l’Isle, e la carriera di Giulia ha cambiato marcia. È un castrone Selle Français nato nel 2013, figlio di Tibet Tame e Grain de Soleil. Insieme formano uno dei binomi più spettacolari, sotto ogni punti di vista: tecnico, agonistico ed estetico. Nell’estate del 2024, al CSIO5* di Dublino, la coppia ha chiuso seconda nella 1.60 valida per la Longines Ranking, con un doppio percorso netto in 35,26 secondi. A dicembre dello stesso anno è arrivato uno dei risultati più importanti della carriera: il secondo posto nel Gran Premio Rolex di Ginevra, in sella a Delta de l’Isle. 

Nel 2025 il binomio entra nelle Iron Dames-Cannes Stars, la prima squadra interamente femminile del Longines Global Champions Tour e della Global Champions League, nata per dare visibilità al talento femminile nello sport di alto livello. In maggio, a Piazza di Siena, Giulia ha avuto un ruolo chiave in Coppa delle Nazioni: come quarta amazzone dell’Italia ha firmato con Delta un percorso netto che ha contribuito al terzo posto della squadra. A luglio sono arrivati gli Europei di La Coruña, dove l’avvio è stato brillante. Il campionato si è poi chiuso al 30° posto individuale, con l’Italia ottava a squadre. Per quell’Europeo Giulia aveva anche rinunciato a un sogno personale. Era stata invitata per la prima volta allo CHIO di Aquisgrana, ma aveva preferito anteporre l’interesse della squadra nazionale, attesa di lì a poco a La Coruña. Ad Aquisgrana sarebbe arrivata un anno dopo. 

L’inizio del 2026 ha segnato una ripartenza. Nelle prime settimane dell’anno Delta è tornato in gara con impegni leggeri, per ritrovare il ritmo senza pressioni. Nel frattempo era cambiato anche qualcosa di sostanziale: Giulia è diventata proprietaria del cavallo, che si è trasferito definitivamente nelle scuderie sue e di Stefano Cesaretto, con una gestione più semplice di allenamento e trasferte. Fino ad allora Delta apparteneva alla famiglia Thomas. A maggio 2026 è arrivato il debutto ad Aquisgrana: due percorsi netti nella prova a fasi consecutive e un altro “zero” nella categoria a tempo, chiusa all’11° posto su 40 partenti. Tre mesi dopo, sullo stesso campo, si è giocata la partita più importante. Ai Mondiali di Aquisgrana il quartetto azzurro era formato da Emanuele Camilli su Chacareno PS, Giacomo Casadei su Marbella du Chabli, Giulia Martinengo Marquet su Delta del’Isle e Piergiorgio Bucci su Hantano. L’Italia ha chiuso quinta e ha conquistato uno dei sette pass per Los Angeles 2028, tornando a qualificare una squadra olimpica di salto ostacoli 24 anni dopo Atene 2004. Il CONI ha ricordato che si tratta del miglior piazzamento di sempre di una squadra azzurra in una rassegna iridata. A livello individuale, sia Bucci con Hantano sia Martinengo Marquet con Delta si sono qualificati per la finale a 25. 

Ora l’orizzonte è Los Angeles. La squadra italiana ha il suo pass, e per una delle amazzoni più titolate del Paese il sogno olimpico non è mai stato così vicino.

Nella foto: Giulia Martinengo Marquet su Delta Del’isle @ Argenziano, FEI World Championships 2026 Aachen (GER)