Il colonnello scomparso a Cagliari nella notte tra il 16 e il 17 agosto, a 87 anni. Insignito del Collare d’Oro al Merito Sportivo nel 2015, la massima onorificenza dello sport italiano

Il mondo dello sport equestre italiano piange la scomparsa di Paolo Angioni, morto a Cagliari, sua città natale, nella notte tra domenica 16 e lunedì 17 agosto 2025, all’età di 87 anni. Nato il 22 gennaio 1938, Angioni resta una delle figure più rappresentative della storia olimpica azzurra: fu lui, insieme a Mauro Checcoli, Alessandro Argenton e Giuseppe Ravano, a conquistare la medaglia d’oro a squadre nel concorso completo ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964, sotto la guida tecnica del marchese Fabio Mangilli.

DA TORINO A TOKYO

Cresciuto sportivamente alla Società Ippica Torinese, Angioni si mise in luce fin da giovanissimo insieme ad altri due nomi che sarebbero diventati protagonisti assoluti dello sport equestre italiano: il fratello minore Stefano Angioni e Lalla Novo. Vinceva indistintamente in salto ostacoli, in completo e in corsa, con uno stile descritto da chi lo ha conosciuto come “stilisticamente perfetto”. Ufficiale di Cavalleria dell’Esercito Italiano, Angioni fece proprio il sistema naturale di equitazione grazie agli insegnamenti del generale Francesco Amalfi, allievo diretto di Federigo Caprilli, approfondendo poi la propria formazione con maestri del calibro dell’allora capitano Piero d’Inzeo e dello stesso marchese Mangilli.

IL TRIONFO DI TOKYO E IL DRAMMA DI VARSAVIA

A Tokyo 1964, alla sua prima Olimpiade, Angioni chiuse l’individuale in 11ª posizione, contribuendo però in modo decisivo all’oro a squadre della XVIII edizione dei Giochi. Due anni più tardi, nel 1966, la carriera di Angioni rischiò di interrompersi tragicamente: in una gara in Polonia rimase schiacciato dal proprio cavallo, entrando in coma. Riuscì a recuperare completamente, al punto da tornare in sella e conquistare, quattro anni dopo Tokyo, una seconda partecipazione olimpica ai Giochi di Città del Messico 1968, sempre nel concorso completo. Cavaliere completo, Angioni vantava inoltre numerose presenze in Coppa delle Nazioni e allo CSIO di Piazza di Siena nella disciplina del salto ostacoli.

Terminata l’attività agonistica, Angioni ha proseguito la propria dedizione allo sport equestre come studioso e divulgatore. Per il suo contributo allo sport equestre italiano, Angioni è stato insignito dalla Federazione Italiana Sport Equestri della qualifica di Socio Benemerito. Nel 2015 il Comitato Olimpico Nazionale Italiano gli ha conferito il Collare d’Oro al Merito Sportivo, la più alta onorificenza dello sport italiano.

Credit photo: archivi Fise