C’è un cavallo che più di ogni altro racconta, in questi giorni, il valore dei Bundeschampionate tedeschi dedicati ai giovani cavalli da completo: è fischerChipmunk FRH, l’hannoveriano che da ex Bundeschampion si è incoronato campione olimpico e, proprio nei giorni scorsi ad Aachen, anche campione del mondo di concorso completo, insieme al fuoriclasse Michael Jung. Una carriera da libro di testo che la Federazione tedesca degli sport equestri (Pferdesport Deutschland) ha scelto di raccontare alla vigilia degli Al Shira’aa Bundeschampionate 2026, la rassegna che ogni anno seleziona i migliori cavalli da completo di cinque e sei anni a Warendorf.

LA STORIA DEI BUNDESCHAMPIONATE

I Bundeschampionate dei cavalli da completo giovani affondano le radici nella ricerca di un campione tra i cavalli da caccia, competizione che si tenne però solo tre volte. Dal 1987 la rassegna si trasforma nel Campionato del “cavallo da campagna” (Geländepferdechampionat) e dal 1994 assunse la denominazione attuale di Bundeschampionat des Deutschen Vielseitigkeitspferdes, il campionato federale del cavallo tedesco da completo. Anche nell’edizione 2026 vengono valutate le attitudini dei candidati in dressage e salto ostacoli, ma il fulcro resta la prova di campagna: è la Geländepferdeprüfung a decidere l’accesso alla finale, dove il punteggio viene raddoppiato.

L’INTERVISTA A THIES KASPAREIT

A spiegare cosa distingue un buon Buschpferd, come viene chiamato in gergo il cavallo da campagna e cosa serve per una carriera di successo è Thies Kaspareit, campione olimpico di completo, team leader della formazione presso Pferdesport Deutschland e commentatore abituale sul campo di completo di Warendorf.

COSA GUARDA UN GIUDICE INNANZITUTTO

Alla domanda su cosa osservi per primo quando vede i cavalli in gara e quale caratteristica ritenga più importante, Kaspareit risponde partendo da un’impressione generale: “In alcuni cavalli si ha la sensazione che le richieste di dressage, salto e campagna risultino già naturali, sia mentalmente sia fisicamente, in un’età così giovane. Forse è proprio questa naturalezza la qualità speciale”. Accanto ai criteri tecnici che i giudici applicano per arrivare a un voto corretto, spiega, entrano sempre in gioco anche impressioni personali difficili da definire con precisione: “Se un cavallo è ambizioso e allo stesso tempo reagisce bene agli aiuti del cavaliere, è spesso una qualità del tutto particolare”. Altrettanto rilevante è la capacità del cavallo di “pensare insieme” al cavaliere davanti agli ostacoli, senza apparire esitante – un elemento che trasmette sicurezza a entrambi e che si percepisce anche nella presentazione. Tra gli aspetti di sicurezza a cui presta particolare attenzione, Kaspareit cita il distacco netto agli ostacoli: “Il cavallo non deve solamente superare l’ostacolo con una buona tecnica delle gambe, ma anche con una buona spinta”. Per comprendere davvero la sensazione di sicurezza al salto e all’atterraggio, aggiunge, è molto utile aver montato personalmente molti cavalli diversi: “Da giudice, in testa monto sempre un po’ anch’io”.

I CAVALLI RIMASTI NELLA MEMORIA

Alla domanda su quali Bundeschampion o medagliati gli siano rimasti particolarmente impressi, Kaspareit cita innanzitutto Chipmunk, diventato nel 2013 Bundeschampion dei cavalli da completo di cinque anni con Julia Krajewski in sella – una carriera successiva, sottolinea, che parla da sé. Ricorda poi Gentleman FRH, stallone hannoveriano figlio di Grey Top e Fabriano, Bundeschampion sia nel 2017 tra i cinquenni sia nel 2018 tra i seienni, in entrambi i casi montato “in maniera perfetta” da Sandra Auffarth. Infine cita Lilli Pop K, cavalla hannoveriana purosangue, figlia di Le Primeur e Natiello xx, diventata nel 2007 Bundeschampionesse dei cavalli da completo di cinque anni con Linda Algotsson.

COSA DISTINGUE I CAVALLI CHE ARRIVANO AI VERTICI INTERNAZIONALI

Molti cavalli da completo hanno iniziato la carriera sportiva proprio a Warendorf: tra questi gli olimpionici Sam, Marius e lo stesso Chipmunk. Interrogato su cosa determini se un cavallo arrivi davvero ai vertici dello sport internazionale, Kaspareit indica come primo fattore il cavaliere su cui il cavallo “finisce o resta”: solo una squadra perfetta riesce ad arrivare fino in cima. Non tutti i cavalli possono diventare campioni olimpici – osserva – ma sono numerosi gli ex partecipanti ai Bundeschampionate ritrovati poi nello sport internazionale, compresi molti esempi nell’ambito top junior e giovani cavalieri: cavalli e cavalieri emergenti crescono, in un certo senso, insieme all’interno dello sport.

Coraggio, resistenza, velocità, capacità tecnica, ma anche alla mentalità ed equilibrio sono le caratteristiche necessarie per affermarsi nel completo. Tutto il resto, sottolinea Kaspareit, dipende da molti fattori. L’elemento decisivo è che un cavallo, nonostante i successi precoci, venga costruito in modo ragionevole nel tempo, per garantire anche la stabilità sanitaria necessaria a una carriera internazionale. Il fatto che un cavallo giovane, grazie al talento e a una buona formazione, riesca già a fornire buone prestazioni, avverte Kaspareit, non significa affatto che abbia già la costituzione per reggere nel lungo periodo le sollecitazioni fisiche. Per questo è fondamentale avvicinare un cavallo giovane, in modo dosato, prima alle richieste dei Bundeschampionate e solo successivamente, con altrettanta gradualità, alle esigenze più elevate dello sport internazionale del completo.

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